50 ANNI AL VOSTRO SERVIZIO
Mezzo secolo di attività
La storia della Luppi è una storia semplice, ma che merita di essere raccontata, ed è per questo che il Presidente Luppi Giovanni, ha deciso di realizzare un libro fotografico, che ne riporta l’evoluzione. “Gli occhi delle case” , ed in questa sezione del sito troverete i testi originali del libro (Disponibile per i visitatori dell'azienda)
LUPPI GIOVANNI RACCONTA
Una storia vera
Ci teniamo a citare qui la vera storia della Luppi, fatta di persone semplici e buone idee. Il testo è tratto dal libro stampato per festeggiare l'anniversario dei 50 anni di attività dell'azienda. Buona lettura a tutti..
"La storia che vado a raccontare è comune di quegli anni, a metà del secolo scorso, nei quali la voglia di fare delle persone era notevole. Persone che avevano una reale necessità di lavorare, e anche molto, per uscire da situazioni di bisogno. Mio padre, ad esempio, iniziò a lavorare a undici anni, quando la seconda guerra mondiale era in corso. Dapprima lavorò come garzone a inchiodare le cassette da uva in un'antica falegnameria di Tabina; successivamente, all'età di 16 anni, divenne mobiliere presso una falegnameria del posto poi andò a lavorare a Modena, dove si recava tutte le mattine in bicicletta quando questa, essendo l'unica in famiglia, era disponibile. Dopo circa una decina di anni decise di fondare una piccola società, la quale ebbe vita breve, perché mentre mio padre aveva voglia di lavorare e il bisogno era impellente, l'altro socio preferiva stare al bar o andare al cinema e nei locali da ballo. Mio padre, nel primo dopo guerra, non aveva nulla: patì la fame, fece tre anni di risaia, la gavetta la usò davvero e da quella partì.
In Emilia molte aziende nacquero in quel periodo o da quel periodo di duro e necessario lavoro trassero la volontà di evolversi in serie realtà produttive. Nel 1960, a ventinove anni, mio padre rimase solo alla guida di una piccola impresa artigiana nata in un garage a Corlo di Formigine, in provincia di Modena. Era il garage dell'abitazione in affitto dei miei nonni, un locale di sei metri per tre che conteneva le prime piccole macchine utensili, le quali servirono per produrre diversi lavori di falegnameria e i primi serramenti. Un anno dopo sarei nato io. Nell'estate del 1976 mi fu subito chiaro che se avessi voluto comprare il motorino sarei dovuto andare a lavorare in falegnameria, divenne una sorta di prova generale. Infatti, nell'inverno del 1977, dopo una breve esperienza scolastica di radio-tecnica, iniziai come "garzone di bottega", perché del mestiere di falegname sapevo ben poco. Non si trattò di un "colpo di fulmine", ma fu piuttosto una scelta forzata anche da alcuni problemi di salute di mio padre che lo tennero lontano dal laboratorio per parecchio tempo. Quindi, c'era bisogno della presenza in azienda di un familiare: mia sorella era ancora troppo giovane e il sicuro stipendio di mio fratello serviva per tirare avanti. Abbandonare gli studi mi costò parecchio, perché la mia passione per transistor, valvole, amplificatori e trasmittenti era davvero forte. Continuai a costruirmi i miei "giochi elettronici" in un solaio per diverso tempo, prima di capire di essere un giovane imprenditore falegname. Nei miei primi anni di lavoro l'iter di apprendimento fu molto rapido, sia perché il lavoro era tanto e tempo per la teoria non c'era, sia perché da subito mi sono sentito libero di fare, sperimentare, sbagliare e rifare. In questo modo il mio impegno venne ricambiato dalla fiducia che mio padre riponeva in me, ovviamente non mancava di farmi il cicchetto per ogni sbaglio commesso. Sono stato assorbito rapidamente da questa attività, la mia adolescenza è trascorsa pensando al mio lavoro. Non avevo ancora diciotto anni quando un estate, verso il 15 agosto, decisi di trascorrere con un gruppo di amici una vacanza in Toscana, sul mare. Al venerdì partimmo e al sabato pomeriggio del giorno dopo ero già di ritorno, perché una commessa rimasta in sospeso non mi faceva stare tranquillo e non sarei riuscito a godermi quella vacanza. Rientrato, mi misi subito al lavoro completando le porte per il mio cliente e infine andai a montarle. I primi anni ottanta segnarono il passaggio da una realtà prettamente artigianale, verso un'attività che iniziò a prevedere macchine automatiche e i primi centri di lavoro. Erano gli anni dell'introduzione dei primi computer nel mondo produttivo, era il periodo del grande cambiamento tra l'era industriale e quella elettronica, anche per le piccole imprese. L'evoluzione elettronica mi trovò subito preparato, probabilmente evocava in me i ricordi del radio-tecnico in solaio! Costruimmo il primo piccolo capannone dietro casa e inserimmo le prime macchine automatiche nel processo produttivo.
Mio padre mi lasciò impostare il lavoro in un modo nuovo, capendo che quella era la strada giusta: fu lungimirante anche se, forse, all'inizio nessuno di noi capiva bene quali fossero le reali potenzialità che queste macchine potevano offrire. Conseguentemente agli approfondimenti sulle attrezzature aumentarono le conoscenze, si affacciarono nuove esigenze, il lavoro finito migliorò, con impegno e coerenza tutta l'azienda iniziò a trasformarsi e a crescere, le idee si fecero sempre più chiare. Alla fine degli anni ottanta ci fu il consolidamento dell'ottimizzazione produttiva di quell'epoca, poi, con la volontà di organizzare più correttamene il lavoro del personale interno e dei fornitori, pensai fosse arrivato il momento di inserire un sistema gestionale in grado di controllare l'intera filiera: dal preventivo fino al collaudo finale. In realtà questo tipo di ricerca era iniziata già da molto tempo quando, nel 1985 con l'aiuto prezioso di un amico programmatore, iniziammo ad analizzare e a catalogare tutte le informazioni relative alla mia attività. Sorrido ancora oggi pensando alle apparecchiature che utilizzavamo in quegl'anni, chi ricorda il "Commodore 64" sa di cosa sto parlando: di un computer che oggi non sarebbe sufficiente neppure per gestire una moderna radio-sveglia! Riuscimmo comunque a stampare su modulo continuo, altro ricordo del passato, le prime distinte di lavorazione: quando i ragazzi (ndr: i dipendenti) si videro tra le mani quei fogli restarono strabiliati da quella "grande amica tecnologia" che li aveva creati. Sono state soddisfazioni e stimoli importanti per tutti noi. Le prime ricerche sul tipo di software da utilizzare in azienda si sono via via perfezionate in un moderno strumento utilizzato non solo per gestire gli ordini, ma in grado di dialogare con le macchine in produzione e di intervenire in ogni fase. Questo software è nato dalla collaborazione con un mio cliente informatico, al quale proposi la creazione di un programma specifico e personalizzato in cambio della fornitura di serramenti. Il programma in questione è diventato, col trascorrere del tempo, il punto di riferimento per i migliori serramentisti del mondo. Nei primi anni novanta la "Falegnameria Luppi" si diede l'attuale denominazione "Luppi Serramenti" e si trasferì nei nuovi capannoni triplicando l'area operativa, poi, nell'ottica del continuo miglioramento, nel 2005 quadruplicò ancora i propri spazi produttivi nell'attuale stabilimento e, per il futuro, sono già previsti ulteriori ampliamenti e nuovi progetti sono in fase di sviluppo. Oggi la Luppi è un'azienda pronta a investire su nuovi progetti, concentrata sul costante aggiornamento delle attrezzature e delle conoscenze tecniche, attenta all'innovazione dei propri prodotti, preparata a confrontarsi con le crescenti sfide del mercato. Un'azienda che da anni utilizza un Sistema Qualità certificato come concreto supporto alla propria organizzazione e che opera nel rispetto delle norme definite della marcatura CE. Un'azienda che non fa del "fatturato annuale" il solo scopo della propria esistenza: produciamo serramenti principalmente con la volontà di raggiungere sempre nuovi traguardi qualitativi, che possano tradursi in reali benefici per il Cliente e altrettante soddisfazioni professionali per chi lavora in questa impresa. Chi mi conosce sa che non mi accontento mai, soprattutto quando penso al prodotto e ai suoi possibili miglioramenti. Per questo tutto il personale tecnico mi affianca nella ricerca, che porta all'aggiornamento continuo dell'intera nostra produzione. Le regole dettate dalle Leggi sono sempre più severe e impongono standard piuttosto elevati. È vero che i test e le prove a cui sottoponiamo i nostri serramenti confermano che il nostro impegno è speso bene, perché ogni certificazione conseguita ottiene sempre i massimi livelli di risultato, ma lo sviluppo tecnologico deve rimanere metodico e inarrestabile. Un lavoro costante reso possibile grazie anche al contributo collaborativo degli ottimi fornitori che seguono le nostre scelte. Oggi, ad esempio, possiamo utilizzare materiali innovativi come essenze lamellari, materiali combinati in legno-alluminio, vernici all'acqua prodotte con le nuove tecnologie che assicurano il trascorrere di anni senza la necessità di fare manutenzione, mentre l'impiego di ferramenta speciale ci permette soluzioni eppure ipotizzabili sino a pochi anni addietro. Un altro aspetto a cui tengo in modo particolare riguarda il design.
La produzione della Luppi Serramenti è di tipo classico e vuole essere rispettosa dei canoni estetici ispirati da una produzione antica, quando nelle nostre campagne i contadini in inverno si trasformavano in falegnami e s'inventavano serramenti di ogni tipo con il poco materiale di cui potevano disporre. Nelle mie analisi e osservazioni attraverso perlustrazioni, libri fotografici, riviste e testi ho visto delle vere meraviglie di pura creatività italiana, nel bello e nel brutto! Cerco questo spirito storico e lo ripropongo con stile rivisitato per essere applicato ai serramenti e alle moderne soluzioni edili. Nelle porte per interni mi ritaglio più libertà di espressione e spazio su una gamma più ampia di soluzioni. Quando è il momento di studiare un nuovo prodotto, mi isolo da ogni cosa, mi concentro sulle tante idee che mi passano per la testa per poterle valutare, "sognare il serramento più tecnologico" o "immaginare la porta più bella del mondo" e realizzarla con materiali inusuali, come l'olmo, il pioppo o il castagno secolare. Proprio come avrebbe fatto il contadino che, davanti al camino acceso, "progettava" una qualche chiusura per un locale da proteggere. Capita ancora che mi lasci coinvolgere dall'entusiasmo, dimenticando le logiche che regolano il mercato del settore, e che metta in produzione dei veri e propri "pezzi speciali". Alcuni sono in Sala Mostra e presenti nei nostri cataloghi, altri sono stati inseriti in abitazioni esclusive, come veri complementi di arredo. Per essere sempre all'avanguardia, occorre prevedere continui investimenti rivolti agli impianti produttivi e agli spazi operativi. È un altro aspetto che coinvolge parecchie risorse della Luppi, ma sono proprio questi impegni che ci permettono di produrre serramenti di grande qualità. Prodotti ideati e realizzati per durare nel tempo e che, più in generale, aumentano il valore di una casa e la qualità della vita di chi la abita. Ora vorrei citare le Persone: risorsa primaria nello sviluppo di ogni struttura industriale. Sono state molte quelle che hanno partecipato alla crescita della Luppi e molte di loro hanno dato un contributo fondamentale, grazie alla loro specifica competenza. Insieme hanno rappresentato un vero motore che ha fornito energia alle diverse fasi evolutive dell'impresa. Come poter rinunciare, ad esempio, all'aiuto di mia moglie Antonella che con la sua determinazione è riuscita, al contempo, a crescere una famiglia e a occuparsi in azienda dell'importante aspetto amministrativo, diventandone a pieno merito la Responsabile. Come avrei potuto fare a meno di mia madre, che da molto tempo è un'amabile casalinga, ma ricordo ancora di quando ci aiutava a verniciare i serramenti nel primo laboratorio e di mio cugino Luca, che entrò prestissimo in falegnameria, grande lavoratore e specialista di impianti oltre a essere una persona serissima. Anche mia sorella Simona da molti anni offre il suo prezioso ed efficiente lavoro, gestendo complesse apparecchiature produttive. Che dire poi di Marco, conosciuto e fortunatamente assunto a metà degli anni novanta, divenuto nel tempo il mio alter-ego e di mio cugino Cristian, il quale è cresciuto professionalmente in azienda sino a diventare il Responsabile Produzione. All'inizio degli anni duemila compresi che per continuare a sviluppare la Luppi c'era bisogno di competenze che andavano oltre le mie conoscenze, così decisi di avvalermi della collaborazione di un grande professionista il quale, con capacità e pazienza, è riuscito a trasferire i suoi metodi di organizzazione industriale a buona parte del gruppo, compreso il sottoscritto. Al signor Alberto voglio esprimere la massima gratitudine e la mia ammirazione, anche se mi rendo conto quanto sia insufficiente cercare di spiegare in poche righe di testo l'utilità del suo personale contributo. Naturalmente il mio ringraziamento per gli anni di proficua collaborazione è rivolto a tutti coloro i quali continuano a contribuire aiutando la crescita dell'azienda nel rispetto delle sue radici artigianali, come: Enrico, Maurizio, i due Andrea, Lucio, Elisabetta, Cecilia, a tutti i quaranta ragazzi della produzione, alle dieci squadre di tecnici posatori, ai consulenti, ai commerciali, ai collaboratori, agli agenti... e a tutti quelli coinvolti nella nostra missione aziendale. Con la continua selezione del personale, sia quello di gestione sia quello produttivo, e un razionale metodo di suddivisione dei ruoli e delle responsabilità, oggi posso contare su una squadra estremamente affidabile. E la nuova generazione è già presente in azienda: sono i miei figli Matteo e Luca ai quali ho affidato, dopo alcuni anni passati in produzione, il controllo di alcuni servizi strategici come la Preventivazione, il Sistema Qualità e gli Acquisti. Sono fiero di loro, perché nonostante la giovane età hanno voglia di migliorarsi costantemente. Di mio padre ho già detto molto, oggi naturalmente è in meritata pensione, ma vorrei aggiungere solo un'ultima cosa. È un grande piacere poterlo vedere ancora camminare in stabilimento, tra le macchine accese e vibranti, tra i carrelli pieni di pezzi semi lavorati, scoprirlo nel magazzino materie prime a respirare l'odore del legno in stagionatura. È una gioia poterlo osservare a passarsi il tempo tra i serramenti nei vari reparti."
Il presidente
Giovanni Luppi





